STIPSI: COMBATTERLA CON L’ALIMENTAZIONE

A chi non è mai capitato di sentirsi costipato, pesante specie in corrispondenza del lato sinistro dell’addome, o gonfio e costretto ad una sensazione di netto disagio?

Una delle potenziali cause di questi sintomi è la STIPSI (o stitichezza).
Non si tratta di una vera e propria patologia ma di una condizione, caratterizzata da un ridotto numero di evacuazioni nel tempo e/o una difficoltà fisica nell’espulsione delle feci. La stitichezza si manifesta  in età infantile più frequentemente nei maschi che nelle  femmine, più nelle femmine che nei maschi in età adulta e più negli anziani che nei giovani. Anche il neonato può esserne colpito, spesso a seguito di un elevato assorbimento dei pasti (principalmente liquidi nel caso specifico), che porta ad una riduzione importante del volume delle feci.
La normalità prevede che le feci vengano portate fuori senza sforzo e senza tensione addominale importante. La frequenza è estremamente soggettiva (dalle 3 volte al giorno fino alle 3 volte a settimana). In caso di stipsi le feci non espulse ristagnano all’interno dell’intestino crasso, proprio dove vengono riassorbiti i liquidi, e private dell’acqua, possono diventare più dure e di conseguenza difficilmente eliminabili. Generalmente più giorni trascorrono tra un’evacuazione e l’altra più la situazione è destinata a peggiorare.

Le feci possono presentare l’aspetto e la consistenza più vari, in relazione allo stato di benessere dell’intestino. Nel caso in cui esse appaiano troppo dure, oppure troppo molli, striate di muco e di sangue, allora è necessario approfondire il problema e sottoporsi ad esami specialistici ed eventuali test per scongiurare la presenza di altre patologie sottostanti.

LE CAUSE
Alla base della condizione di stipsi ci sono ritmi di vita non rispettosi dei tempi naturali del corpo, stress e ansia, alterazioni anatomo – funzionali dell’intestino (emorroidi, ragadi, diverticolosi/diverticolite, rettocele, morbo di Crohn, colite, sindrome del colon irritabile ecc..), altre patologie endocrine o metaboliche, stato di gravidanza, ed alcune terapie farmacologiche. Periodi ricchi di impegni, ad esempio, possono portare a consumare i pasti nel più breve tempo possibile, con inevitabili ripercussioni sul processo digestivo. Il cibo consumato può essere poco salutare, eccessivamente condito, se si ha poco tempo per dedicarsi alla preparazione. Inficiano la corretta peristalsi anche un sonno di cattiva qualità e una ridotta attività fisica. Durante il periodo estivo la stipsi può addirittura aggravarsi a causa del cambio di abitudini, della dieta poco equilibrata, di una condizione di lieve disidratazione corporea, della mancanza di attività fisica costante e, in vacanza, del disagio di non trovarsi in un ambiente familiare. Un’altra causa importante può essere rappresentata da un disbiosi intestinale, ovvero un’alterazione della flora batterica dell’intestino su cui poggia il benessere nel sistema gastroenterico. Il colon è popolato da miliardi di eubiotici, batteri buoni che fermentano il civo ingerito. Il rischio è che l’equilibrio tra eubiotici e patogeni possa spostarsi, per una buona quantità di ragioni, a favore dei secondi. Che fare? In questo caso è opportuno ristabilire la corretta relazione tra le due parti mediante integrazione. L’integrazione può avvenire tramite prodotti erboristici che contengono appunto probiotici, utilizzabili anche in gravidanza.

FERMENTI LATTICI
Per ripristinare la corretta flora batterica intestinale è possibile fare uso di fermenti lattici, come Lactobacillus, Lactococcus, Leuconostoc, Pediococcusm e microrganismi appartenenti alla specie Streptococcus, in grado di ristabilire l’equilibrio nell’ambiente intestinale.
Anche i probiotici svolgono la medesima funzione, come il Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus thermophilus, ma devono essere introdotti con la dieta, in particolare consumando yogurt.

RIMEDI FARMACOLOGICI
Non sempre l’integrazione è una pratica corretta e consigliata!!
Infatti i lassativi, annoverati tra i rimedi farmacologici, sollecitano solo in modo passivo la muscolatura intestinale, non inducendola a “svegliarsi” autonomamente. Il loro utilizzo costante, può condurre addirittura ad una condizione di atonicità intestinale con conseguente perdita di funzionalità. Anche i preparati erboristici possono essere dannosi, perché possono contenere alte percentuali di erbe irritanti per l’intestino. Parliamo di preparati a base di senna, cassia, frangula, cascara ed aloe, la cui somministrazione è consentita fino a 2 settimane. Se sollecitare in modo passivo la mucosa serve a poco, anzi mette in discussione la nostra salute, utile è invece aumentarne la motilità. Individuare gli alimenti che più possono darci una mano, che ci sono amici, è fondamentale e risulta essere il metodo più adatto e meno dannoso.

ALIMENTAZIONE
Per migliorare la condizione di stipsi, la strategia migliore da adottare è senz’altro quella alimentare, selezionando quei cibi che maggiormente ci aiutano ad alleviarne la sintomatologia.
FIBRE INSOLUBILI: a differenza di quelle solubili stimolano una corretta peristalsi e compaiono nei cereali integrali, nelle noci ed in quasi tutta la verdura, in particolare nelle zucchine, nei cavoli, nelle bietole, nella lattuga e negli spinaci. Da evitare è invece la fibra solubile (che si trova nella frutta, fatta eccezione di kiwi, prugne e fichi), perché ha la capacità di formare un tappo a livello intestinale.
ACQUA: affinché la fibra insolubile aumenti il volume delle feci e ne promuova l’espulsione deve assorbire acqua. E’ quindi fondamentale assumere in concomitanza una quantità di acqua adeguata.
GRASSI: anch’essi contribuiscono a conferire alle feci la giusta “morbidezza” per poter essere espulse. E’ importante quindi mangiare le verdure condite con olio extravergine, o in alternativa prenderne non meno di 3 o 4 cucchiaini al giorno fuori pasto, l’ultimo prima di coricarsi.
YOGURT: consigliato  come spuntino al mattino può davvero contribuire ad alleviare il problema della stipsi.
SEMI DI LINO: si possono consumare tritati nell’insalata oppure se ne può bere l’acqua dopo ammollo di 12 o 24 ore.
LEGUMI: freschi o secchi aumentano notoriamente la motilità intestinale.
ATTIVITA’ FISICA: camminare, correre o fare movimento aerobico aiuta notevolmente il transito intestinale.

Gli alimenti nemici per l’intestino che soffre di stipsi, sono invece tutti quelli eccessivamente lavorati, raffinati e secchi come la carne secca, crackers, grissini, taralli, snack fritti, insaccati, carni salate, succo di agrumi (non gli agrumi interi), e la banana.
Tuttavia è importante specificare che non è sufficiente mettere in pratica le indicazioni sopracitate se non si segue comunque un piano alimentare adeguato e soprattutto bilanciato. Rimedi adottati per risolvere un determinato problema o per alleviare una particolare sintomatologia, se non valutati da un professionista e non inseriti in un programma personalizzato, possono invece recare danno allo nostro stato di salute generale.

Fonti:
http://www.gastroenterologiaunibo.it  – La Stitichezza o Stipsi – Prof. Giancarlo Caletti
http://www.alimentazioneinequilibrio.com – La stipsi – Qualche rimedio con l’alimentazione – Dott.ssa Arianna Rossoni

http://scienzaesalute.blogosfere.it

http:// www.my-personaltrainer.it/alimentazione/dieta-stitichezza.html
Immagine:

http://mondobenessereblog.com

STIPSI: COMBATTERLA CON L’ALIMENTAZIONEultima modifica: 2016-10-11T10:58:29+02:00da letizia344
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