ALIMENTAZIONE DELL’INFANZIA: DALL’ALLATTAMENTO ALLO SVEZZAMENTO

L’impostazione di una corretta e sana alimentazione, già a partire dalla prima infanzia, riveste un ruolo fondamentale nel mantenimento dello stato di buona salute del bambino ed è essenziale all’espletamento di tutte le fasi della crescita.
Proprio durante l’infanzia, il piccolo impara a relazionarsi con il cibo, rapporto che poi ne condizionerà lo stile di vita in età adulta.

ALLATTAMENTO

Il latte materno è l’alimento più indicato per il neonato, perché ne soddisfa tutte le necessità nutritive, lo protegge da eventuali malattie e rappresenta un conforto psicologico e affettivo. Per una produzione ottimale di latte è importante che la mamma si nutra in modo corretto e che si mantenga in buone condizioni fisiche. La sua produzione è finemente regaolata tanto che la concentrazione viene mantenuta costante anche in caso di carenza di introiti alimentari da parte della donna. A questo punto il latte materno viene comunque prodotto, a partire dai grassi di accumulo, dalle proteine, dai fosfolipidi che costituiscono le membrane cellulari (comprese quelle dei neuroni) e dal calcio che costituisce il tessuto osseo. La madre può, intorducendo molta acqua (o tisane di finocchio, come è consigliato) rallentare il ricircolo di questi componenti e produrre latte in maniera diretta.

Nel latte materno sono presenti
proteine: albumina sierica, lattoalbumina e lattoglobulina in percentuale consistente, caseina, rappresentante il 30%, importante per il trasporto di calcio e fosforo, lattoferrina, responsabile dell’assorbimento del ferro a livello intestinale, lisozima e anticorpi IgA e IgG importanti per la difesa immunitaria;
grassi: ben rappresentati e utilizzati dal neonato come fonte preferenziale di energia, grassi insaturi soprattutto, come acido linoleico e oleico;
fosfolipidi: in realtà più rappresentati nel colostro che nel latte maturo, come la sfingomielina;
carboidrati: come il lattosio, che oltre a rivestire un ruolo prettamente energetico, contribuisce all’assorbimento del calcio a livello intestinale e alla formazione di molecole utili al sistema nervoso centrale (galattolipidi);
oligosaccaridi: presenti al 20%, anch’essi fonte di energia.
L’apporto calorico è di circa 70 calorie per 100 ml. E’ inoltre ricco di minerali come calcio, fosforo, sodio, ferro, di oligoelementi, come zinco e rame, di vitamine A, B1, B2, B12, B6, C, D (in quantità minore), E, K, di acido pantotenico e folico, di ormoni steroidei e di elementi del sistema immunitario. E’ noto che il latte materno contenga una quantità di omega-3 molto elevata, che assume un ruolo importante nello sviluppo del tessuto nervoso. Altri costituenti da citare sono i probiotici, FOS (carboidrati indigeribili o fibre) e GOS (composte di monomeri di glucosio e galattosio), che aiutano la formazione di una corretta popolazione batterica intestinale, a garanzia dell’equilibrio micro biotico, contribuendo ad eliminare problemi di gas e malattie infiammatorie.

Come spiegato in precedenza, la composizione del latte materno, rimane costante nel tempo, anche se si apportano modifiche alla dieta della madre. Quando i fabbisogni nutritivi del bambino mutano e il latte materno non è più sufficiente a soddisfarli si deve dare avvio allo svezzamento.

Per composizione, un tipo di latte molto simile a quello umano è il latte di asina, il cui consumo può sopperire all’impossibilità di assumere il latte materno a causa della presenza di particolari condizioni. Una buona sostituzione può essere tentata con il latte di soia, adatto ai soggetti allergici, con il latte senza lattosio (in caso di deficit della lattasi), o con quello privo di proteine. Se il piccolo è nato prematuro è fondamentale che la mamma adotti delle strategie nutrizionali volte ad integrare il proprio latte di omega-3, in quanto il bambino nato pre-termine non ne possiede sufficienti scorte. L’integrazione può avvenire tramite alimentazione mirata o tramite compresse. L’allattamento materno, per i motivi chiariti finora, apporta moltissimi vantaggi alla salute generale del bambino. L’alta concentrazione di proteine, minerali e anticorpi in esso contenuti contribuiscono significativamente alla ripresa fisica del neonato dopo la nascita, aumenta l’efficienza del sistema immunitario, riduce l’insorgenza di reazioni allergiche, e garantisce una temperatura del latte costante e adeguata all’apparato digerente delicato del neonato. Il meccanismo di allattamento porta autostima alla donna e crea un legame oltre che fisico anche emotivo tra mamma e figlio, in grado di contribuire positivamente allo sviluppo psichico ed emozionale del bambino. L’allattamento può protrarsi fino ai 3 anni. Esistono casi in cui la madre abbia difficoltà ad allontanare il figlio dal seno, per necessità di offrire eccessivo amore o per meccanicità del gesto in se. L’allattamento prolungato può generare l’incapacità di ribellione nei confronti della madre, provocando un atteggiamento di incapacità difensiva che lo caratterizzerà anche in età adulta. Di contro un allontanamento repentino, ad esempio entro i primi 6 mesi di vita, può creare problematiche di indipendenza e autonomia nel bambino. Chiaramente i tratti caratteriali del bambino sono influenzati non solo dai meccanismi di allattamento, ma da una moltitudine di altri fattori che incidono sul rapporto madre-figlio.

SVEZZAMENTO
Coincide con la sostituzione di uno o più poppate con alimenti nuovi al bambino. E’ la fase di conoscenza del cibo da parte del piccolo che deve essere invogliato ad avere un primo contatto sensoriale con gli alimenti, anche alcuni giorni prima dell’inizio dello svezzamento. Da parte della mamma è il momento di osservare e “prendere nota” delle preferenze e dei gusti alimentari del figlio, che proprio in queste occasioni possono iniziare a manifestarsi.

Svezzamento classico:

Lo svezzamento classico va iniziato a partire dai 4 – 6 mesi di vita e vede l’introduzione di cibi a sostituzione del latte materno, (nel caso in cui nutra il bambino con il latte artificiale, la sua somministrazione va necessariamente sospeso) come pappe derivanti da farine precotte, proteine animali, frutta fresca o omogenizzata, latte vaccino, biscotti solubili e brodo di verdure. Raggiunto il primo anno di vita, il bambino deve essere entrato in contatto con la maggior parte dei cibi e può proseguire con l’alimentazione dell’adulto. Lo svezzamento classico porta però ad un contatto precoce con sostanze verso le quali è possibile sviluppare reazioni allergiche, come il glutine, può subire un  sovraccarico di proteine e di altri nutrienti, che richiede un impegno metabolico maggiore rispetto a quello richiesto per digerire il latte materno. Tuttavia, l’alimentazione prevista dallo svezzamento classico è di facile individuazione e preparazione.

Autosvezzamento:

In questo caso è il bambino stesso ad avventurarsi nella conoscenza del cibo, assecondando i propri gusti e la propria curiosità. Non ci sono direttive precise, fermo restando che il latte materno o artificiale resta la fonte di nutrimento per eccellenza. Anche le fasi e i tempi dello svezzamento sono dettati dai ritmi e dalla capacità di adattamento individuale del piccolo. Presenta gli stessi svantaggi dello svezzamento classico, mentre la preparazione risulta essere ancora più semplice e veloce, dal momento che il bambino attinge spesso al piatto del genitore.

Svezzamento naturale:

Può iniziare dopo i 6 mesi, nella fase in cui il bambino si nutre ancora di latte materno o artificiale. Predilige cibi naturali e non confezionati, una tarda introduzione delle proteine animali, una netta riduzione degli zuccheri e del sale e eliminazione o riduzione del latte vaccino. A 2 o 3 mesi dal compimento del primo anno di età è possibile introdurre formaggi e yogurt. Il rischio di sviluppare allergie risulta diminuito, in quanto si può monitorare in modo costante eventuali reazioni allergiche o di intolleranza e il sovraccarico proteico è meno incombente. Il termine dello svezzamento è più tardo e i tempi sono notevolmente dilatati.

Svezzamento vegano:

Prevede l’eliminazione delle proteine animali e dei suoi derivati oltre l’anno. Il metodo condivide con lo svezzamento naturale vantaggi e svantaggi.

La scelta dello schema di svezzamento da seguire è dettata principalmente dalle esigenze e dalle abitudini alimentari della famiglia che circonda il bambino, tenendo conto che la dieta occidentale prevede un consistente consumo di grassi animali, farine lavorate, cibi preconfezionati ricchi di additivi, coloranti e conservanti, molti zuccheri e pochi legumi. Tutti alimenti che finiscono per mettere in discussione la buona riuscita dello svezzamento. Questa delicata fase, deve in realtà coinvolgere non solo il bambino, ma l’intera famiglia e terminare con l’adozione di una dieta sana, varia e bilanciata.

Fonti:
www.marcellinutrizione.it – Alimentazione in eta’ pediatrica
Allattamento, svezzamento e nutrizione del bambino. Dalla nascita a 2 anni: le solide ragioni di un’alimentazione naturale e sana. Stefana Tasca – Casa editrice Mammeonline – maggio 2006 – Foggia&lt

Lo svezzamento naturale – Come alimentare il tuo bambino in maniera sana e consapevole. – Milena Urbinati, prime edizione Area51 e-book Publishing s.r.l.: maggio 2015
 

Immagine:
www.tuttomamma.com

ALIMENTAZIONE DELL’INFANZIA: DALL’ALLATTAMENTO ALLO SVEZZAMENTOultima modifica: 2016-09-05T13:38:28+02:00da letizia344
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